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Rischio ipertensione con le bibite allo zucchero

Un drink in meno al giorno contribuirebbe ad abbassare la pressione nel lungo periodo

Qualche drink zuccherato in meno al giorno, e la mortalità per infarto potrebbe scendere del 5% e quella per ictus dell'8%. Lo sostiene uno studio dell'Università della Louisiana e pubblicato sulla rivista Circulation, che svela così come non sia solo il sale il primo nemico della pressione alta. Il consumo di bevande zuccherate era già stato associato in passato ad un elevato rischio di obesità, sindrome metabolica, e diabete mellito di tipo due. Tuttavia, fino ad oggi non esistevano prove di una sua relazione con la pressione sanguigna.

Lo studio ha realizzato un'analisi prospettica di 810 adulti partecipanti allo studio Premier. La pressione sanguigna e la dieta sono state misurate due volte nell'arco di 24 ore sia all'inizio dello studio che a distanza di 6 e 18 mesi. Dopo l'esclusione di fattori di disturbo una riduzione di un drink al giorno è stata associata ad una diminuzione di 1.8-mm Hg nella pressione sistolica e di 1.1-mmHg nella diastolica nell'arco dei 18 mesi. Nessuna relazione, invece, è stata riscontrata nell'assunzione di drink dietetici o di caffeina, confermando i sospetti che a causare il problema fossero proprio gli zuccheri.

«I nostri risultati suggeriscono che la riduzione di bibite dolci e il consumo di zucchero può essere una strategia chiave della dieta per abbassare la pressione sanguigna», ha spiegato Liwei Chen, a capo dello studio.

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