Piace in cucina. E, grazie al licopene, tiene alla larga malattie cardiovascolari, tumori e problemi cognitivi
Si potrebbe considerare la nostra «verdura
nazionale» (anche se è originario del Sud America e
arrivò dalle nostre parti nel '500 al seguito dei
conquistatori spagnoli), visto che è l'ingrediente
principale di alcuni dei piatti italiani per
eccellenza, dalla pasta al pomodoro alla pizza.
Perciò fa piacere leggere che anche dall'America
arriva finalmente la «benedizione» del pomodoro: una
revisione degli studi condotti su questo vegetale,
pubblicata sull'American
Journal of Lifestyle Medicine, spiega
infatti che un consumo regolare di pomodoro riduce
il rischio di cancro, malattie cardiovascolari,
deficit cognitivi e osteoporosi.
BENEFICI
– Gran parte del merito, spiegano i
ricercatori, va al licopene: «Si tratta di un
antiossidante molto potente che, a differenza della
maggior parte dei nutrienti presenti in frutta e
verdura fresche, continua a essere presente e molto
efficace anche dopo la cottura – chiarisce la
responsabile della ricerca, Britt Burton-Freeman del
National Center for Food Safety and Technology
statunitense –. In più, gli studi dimostrano che i
pomodori hanno ottime capacità antitrombotiche e
antinfiammatorie; anche per questo risultano
protettivi nei confronti di malattie
cardiovascolari, deficit cognitivi, tumori». Il
buono dei pomodori, spiega l'esperta, è che
piacciono a tantissimi: chi magari non li ama in
insalata può apprezzarli nel sugo della pasta, in
più sono relativamente economici e non a caso, pure
negli Stati Uniti, sono l'ortaggio maggiormente
consumato dopo le patate. Pure le Linee Guida
alimentari statunitensi del 2010 hanno promosso i
pomodori, inserendoli nella categoria dei vegetali
«arancio-rossi» per i quali si suggerisce un consumo
quotidiano e abbondante.
STUDI ITALIANI – Anche di qua dall'oceano i cardiologi si dicono sicuri degli effetti benefici del pomodoro: qualche tempo fa al Mediterranean Cardiology Meeting di Taormina (pochi chilometri da Pachino, patria di pomodorini succosi e gustosi) sono stati riferiti i dati di ricerche condotte negli ultimi 15 anni secondo cui chi mangia parecchi pomodori vede ridursi il rischio di infarti e ictus. E pure la pressione: una ricerca su ipertesi trattati con licopene ha documentato la riduzione della pressione da 4 a 13 milligrammi di mercurio. Anche i cardiologi italiani sono convinti che il licopene è senza dubbio uno dei maggiori artefici degli effetti protettivi del pomodoro, ma consigliano di mangiare il pomodoro come ortaggio anziché ricorrere agli «estratti» di licopene: questo perché nell'ortaggio intero ci sono anche altri carotenoidi che potenziano l'azione benefica del «magico» licopene. Va bene mangiare pomodoro crudo, benissimo mangiarlo cotto: l'importante sarebbe abbondare con le porzioni (ci vorrebbe un etto di concentrato o un chilo di pomodori al giorno, non proprio poco). Magari ci si può riuscire sbizzarrendosi con le ricette: il progetto Lycocard per lo studio degli effetti del licopene, finanziato dalla Comunità Europea, ha da poco messo online un sito ricco di notizie e aggiornamenti dagli studi sui pomodori, «condito» da ricette e curiosità che non possono che far venir voglia di prepararsi (come minimo) una bella insalata di pomodorini.
A.S.L. BRINDISI

