A.S.L. BRINDISI

                                 P.O. FASANO

U.O. di CARDIOLOGIA

 

 

 

HOMESTUDI CLINICI


 


GISSI-HF: Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell'Insufficienza Cardiaca

Lo studio italiano GISSI-HF (Heart Failure) era stato programmato con il fine di valutare l'effetto degli acidi grassi omega 3 e delle statine in pazienti con scompenso cardiaco sintomatico.
Nella parte dello studio che riguardava gli acidi grassi omega 3 (n-3 PUFA) sono stati trattati con n-3 PUFA alla dose di1 grammo/die (n = 3494) o con placebo (n = 3481) pazienti affetti da scompenso cardiaco in classe HYHA II-IV,indipendentemente dal valore della frazione di eiezione. Il follow-up è durato mediamente 3,9 anni. Gli end-point primari
era la mortalità e la mortalità e le ospedalizzazioni per cause cardiovascolari. End-point secondari erano la mortalitàcardiovascolare, la morte cardiaca improvvisa e i ricoveri per cause cardiovascolari.I decessi si verificarono nel 27,3% del gruppo omega 3 e nel 29,1% del gruppo placebo (HR aggiustata 0,91;0,833-0,998). I decessi e i ricoveri per cause cardiovascolari furono il 56,7% e il 59% rispettivamente (HR 0,92;0,849-0,999). Gli omega 3 ridussero, in maniera statisticamente significativa anche i decessi da cause cardiovascolari(20,4% vs 22,0%; HR 0,90; 0,81-0,99), e i ricoveri per cause cardiovascolari (46,8% vs 48,5%; HR 0,93; 0,87-0,99), manon la morte cardiaca improvvisa (8,8% vs 9,3%; HR 0,93; 0,79-1,08). Non c'era differenza statisticamente signifficativa per quanto riguarda l'infarto e lo stroke. Bisogna trattare 56 pazienti per evitare un decesso e 44 pazienti per evitare un decesso o un ricovero per cause cardiovascolari.
Il meccanismo d'azione degli omega 3 non è chiaro (forse una riduzione della produzione delle  citokine, o una riduzione dell'aggregazione piastrinica o della pressione arteriosa o un miglioramento della funzione ventricolare).
Nella parte dello studio che riguardava la somministrazione di statina venne somministrata rosuvastatina 10 mg/die ( n = 2285) o placebo ( n = 2289) . Anche in questo caso il follow-up medio fu di 3,9 anni. Gli end-point primari erano rappresentati dal tempo di morte o dal tempo di morte o di ricovero per cause cardiovascolari. Alla fine del follow-up non  si osservò differenze tra i due gruppi: mortalità: 29,0% vs 28,0% (HR 1,00; 0,898-1,122); mortalità e ricoveri per cause  cardiovascolari: 57.,0% vs 56,0% (HR 1,01; 0,908-1,112). L'esame per sottogruppi (presenza di diabete, valore della
frazione di eiezione, età) ha confermato i dati dell'analisi principale. Il colesterolo LDL risultò ridotto dalla rosuvastatina del 27%.

 

STUDIO INCIPIT: Incidenza di Ipertensione Polmonare In ulTrasonografia

OBIETTIVI:
Valutare la reale incidenza della ipertensione arteriosa polmonare di qualsiasi natura nei nostri laboratori di ecocardiografia, valutare secondariamente la etiologia prevalente e gli eventuali fattori di rischio in modo da quantificare la entità delle singole categorie di ipertensione arteriosa polmonare da indirizzare ai centri di riferimento per una migliore definizione e una terapia farmacologia e/o chirurgica.