A.S.L. BRINDISI

P.O. FASANO

U.O. di CARDIOLOGIA

 

 

 

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A.I.C.O(Asociazione Italiana CardioOncologia)

E' sorta da poco tempo in Italia una nuova associazione figlia della SIEC (Società Italiana di EcoCardiografia) che ha, lo scopo di slatentizzare il più presto possibile i danni cardiaci delle terapie, farmacologiche  e non,  a cui sono sottoposti i pazienti oncologici.

Anche la nostra U.O. in collaborazione con la  U.O. di Oncologia del P.O. di Fasano diretta dalla Dr.ssa Giustina Ricciardi  ha, con l'autorizzazione della Direzione Sanitaria di Brindisi, da alcuni giorni iniziato un monitoraggio dei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Il nostro protocollo prevede uno stretto monitoraggio di questi pazienti con esecuzione di prelievi ematici ed esecuzione di esami strumentali  (vedi protocollo)

 

RAZIONALE

La prognosi del paziente oncologico è significativamente migliorata nell’ultimo ventennio grazie agli importanti progressi della terapia farmacologica antitumorale che oggi può offrire, oltre a consolidate chemioterapie convenzionali utilizzate in complessi schemi terapeutici con farmaci a dosaggi sempre più alti, le nuove terapie mirate definite “targeted therapies” (farmaci biologici), basate sull’utilizzo di anticorpi monoclonali e di inibitori delle tirosinochinasi, alcuni di questi nuovi farmaci sono poi, inibitori dell’angiogenesi.Tali progressi farmacologici hanno consentito di ottenere importanti successi in termini
di riduzione della mortalità e di aumento del tempo di sopravvivenza del paziente oncologico. Tuttavia per raggiungere questi risultati si sta pagando un considerevole prezzo in termini di effetti collaterali associati; in particolare, la cardiotossicità rappresenta uno dei fattori che più limita l’uso sia di farmaci antitumorali tradizionali, sia di farmaci di nuova generazione, che hanno purtroppo prodotto una serie di effetti collaterali “off target” dei quali i cardiovascolari sono i più’ importanti. Vi è sicuramente un forte impatto
sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza del paziente, indipendentemente dal problema oncologico di base.
Inoltre, la rilevanza clinica della cardiotossicità è in continua ascesa come conseguenza del numero sempre crescente di pazienti che vengono sottoposti a chemioterapia (CT), dell’introduzione continua di nuovi agenti antitumorali sempre più aggressivi ed efficaci, dal loro uso in pazienti sempre più anziani, nonché del prolungamento della sopravvivenza dei pazienti oncologici trattati con CT3-7.La cardiotossicità si può manifestare precocemente (durante o subito dopo il termine della chemioterapia) o tardivamente (mesi o anni dopo il termine) e può presentarsi clinicamente con aritmie, eventi ischemici, scompenso cardiaco e/o disfunzione ventricolare.