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Anche le bevande dietetiche mettono a rischio il cuore

Studio americano riscontra un rischio di ictus e attacco cardiaco maggiore del 61%

Frizzanti, zuccherate e adesso anche dietetiche. Non c'è proprio niente da fare: al nostro cuore soft drink e bibite varie proprio non van giù. Dopo i numerosi studi che avevano mostrato un rischio cardiovascolare accresciuto per le bevande gassate e zuccherate, oggi anche quelle «dietetiche» entrano nel mirino. Ad indagare su di esse è stata la University of Miami Miller School of Medicine, che in una sperimentazione su 2564 persone ha riscontrato che un consumo quotidiano di queste bibite può far aumentare fino al 61% il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari. Lo studio è stato presentato alla American Stroke Association International Stroke Conference 2011.

Ai partecipanti allo è stato chiesto di riportare il consumo quotidiano di bibite gassate dietetiche e di bibite gassate normali, e se le consumavano entrambe o se non facevano uso di nessuna delle due tipologie di bibite. I ricercatori hanno incrociato i dati ottenuti con gli eventi cardiovascolari registrati nel gruppo di volontari, rilevando che coloro che bevono ogni giorno una bevanda dietetica hanno il rischio di incorrere in ictus e attacco cardiaco maggiore del 61% rispetto a chi non consuma alcun tipo di bevanda gassata.

«Se questi risultati fossero confermati – ha affermato l'autrice dello studio Hannah Gardener questo suggerirebbe che la soda non sia il miglior sostituto dello zucchero, se l'obiettivo è quello di ridurre il rischio per la salute di alcune bevande». «I tassi di rischio riscontrati da questo studio per le bevande dietetiche è praticamente lo stesso che si ritrova per i normali soft-drink, se non addirittura maggiore – ha affermato Sharlin Ahmed, rappresentante della American Stroke Association – Il suggerimento che viene dagli esperti è sempre quello: affidarsi ad una dieta varia, bilanciata ed equilibrata è, insieme all'attività fisica, un modo assai migliore di proteggere il nostro cuore rispetto ad affidarsi ad alimenti e bevande “dietetiche”».