Introduzione
La metodica del
monitoraggio
ambulatorio della
pressione arteriosa
delle 24 ore (MAP24)
è diventata uno
strumento di
valutazione
frequentemente
utilizzato nel
paziente iperteso e
non solo. Purtroppo
l’utilità e i limiti
di questo esame non
sono sempre noti a
chi deve
interpretare in
ambulatorio, davanti
al paziente, l’esito
spesso refertato in
forma telegrafica
oppure addirittura
semiautomatica. Il
medico di medicina
generale (MMG) che
deve trattare in
prima persona il
paziente iperteso,
sempre più di
frequente si trova
davanti un paziente,
iperteso o no, che
ha eseguito un
MAP24.
Il presente articolo
intende riassumere
alcune
caratteristiche, le
indicazioni e
l’utilità della
metodica del MAP24,
per facilitare
l’interpretazione
pratica da parte dei
MMG.
Quali sono
le indicazioni
cliniche al MAP24?
Il MAP24 permette di
eseguire un vasto
numero di
misurazioni
pressorie
nell’ambito di un
certo periodo di
tempo, di solito 24
ore.
Le informazioni
derivate dal MAP24
non dovrebbero
essere considerate
come sostitutive di
quelle ottenibili
con la metodica
tradizionale di
rilevazione
pressoria.
L’approccio, al
contrario, può
fornire informazioni
di rilevanza clinica
aggiuntiva in quanto
diversi studi hanno
dimostrato cha la
misurazione
ambulatoria della
pressione delle 24
ore:
• correla più
significativamente
rispetto alla
pressione clinica
con la presenza e
l’entità del danno
d’organo,
• è in grado di
predire il rischio
cardiovascolare in
maniera più accurata
rispetto alle
rilevazioni
pressorie
tradizionali nella
popolazione generale
e in quella ipertesa
(trattata e non
trattata),
• rileva in modo più
preciso e
riproducibile
rispetto alla
misurazione
sfigmomanometrica
convenzionale
l’entità della
riduzione pressoria
indotta dalla
terapia.
Le condizioni in cui
il MAP24 è indicato
sono elencate nella
tabella 1.
Tabella 1.
Indicazioni cliniche
per il monitoraggio
ambulatorio della PA
Sospetta
ipertensione da
camice bianco
Sospetta
ipertensione
mascherata
Sospetta
ipertensione
notturna
Ipertensione
resistente al
trattamento
Paziente anziano
Come guida al
trattamento
antipertensivo
Diabete
Ipertensione durante
la gravidanza
Valutazione
dell’ipotensione o
disautonomia
Quali sono i
parametri minimi che
deve fornire il
report del MAP24?
Il riepilogo di una
registrazione delle
24 ore deve
includere almeno i
parametri elencati
di seguito,
separatamente per la
pressione arteriosa
(PA) sistolica,
diastolica e
frequenza cardiaca:
• elenco di ogni
singola misurazione
con ora e minuti
dell’evento,
• grafico delle
singole misurazioni
con il valore della
PA o della frequenza
cardiaca sull’asse
verticale e il tempo
della misura
sull’asse
orizzontale,
• valore massimo e
minimo che si sono
verificati nel corso
della registrazione
e l’orario in cui si
sono verificati,
• valore medio delle
24 ore,
• valore medio del
periodo diurno e
notturno (la scelta
del periodo diurno e
di quello notturno
deve basarsi sul
diario, e nel caso
in cui manchi questa
informazione, si
deve usare un
intervallo fisso
“ampio”, per esempio
dalle ore 7 alle 23
per il giorno, dalle
ore 23 alle 7 per la
notte, o un
intervallo fisso
“stretto”, per
esempio dalle ore 8
alle 22 per il
giorno, dalle ore 0
alle 6 per la notte,
non considerando i
tempi di transizione
tra giorno e notte),
• differenza
assoluta e relativa,
in termini
percentuali, di
pressione tra giorno
e notte,
• listato e grafico
lineare delle medie
orarie
(facoltativo).
Quali sono i
limiti di normalità
per il MAP24?
La correlazione tra
la PA e il rischio
cardiovascolare è
continua. Il valore
limite della PA
normale è quindi
arbitrario.
Tuttavia, per
ragioni pratiche,
devono essere
adottati valori
soglia per decidere
se debba essere
iniziata una terapia
antipertensiva.
Le soglie utilizzate
per la
sfigmomanometria
convenzionale
(140/90 mmHg) non
sono le stesse
applicabili alle
misurazioni
domiciliare e
ambulatoria delle 24
ore. Nella tabella 2
sono riportati i
limiti di normalità
per il MAP24 come
suggeriti dalle
linee guida 2007
della European
Society of
Hypertension/European
Society of
Cardiology (ESH/ESC).
Tabella 2.
Soglie diagnostiche
per il monitoraggio
ambulatorio della PA
negli adulti
Soglie
compatibili con PA
ambulatoria normale
24 ore < 125/80 mmHg
Periodo di veglia o
diurno < 130/85 mmHg
Durante il sonno o
periodo notturno <
120/70 mmHg
Soglie compatibili
con PA ambulatoria
elevata
24 ore > 130/80 mmHg
Periodo di veglia o
giorno diurno >
135/85 mmHg
Durante il sonno o
periodo notturno >
120/70 mmHg
Considerazioni su
alcune situazioni
cliniche nelle quali
il MAP24 si è
dimostrato utile
Ipertensione da
camice bianco ed
effetto camice
bianco
L’utilizzo del MAP24
è lo strumento più
adatto per
identificare i
soggetti affetti
dalla cosiddetta
“ipertensione da
camice bianco” (alta
PA alla misurazione
convenzionale e PA
normale al
monitoraggio
ambulatorio), al
fine di determinarne
l’appropriata
gestione
terapeutica, dato
che i soggetti
affetti da questa
condizione
presentano un
rischio più basso
dei veri ipertesi e
il loro trattamento
antipertensivo
potrebbe essere
differito
L’ipertensione da
camice bianco non
deve essere
considerata come un
sinonimo di “effetto
camice bianco”.
Quest’ultimo termine
descrive l’aumento
acuto della
pressione arteriosa
che si verifica in
ambiente medico
durante la visita e
si può osservare sia
nei soggetti
normotesi che in
quelli ipertesi.
Ipertensione
mascherata
Soggetti in cui la
PA misurata in modo
convenzionale
risulta normale
mentre la PA al
monitoraggio
ambulatorio è
superiore alla norma
sono identificati
come affetti da
“ipertensione
mascherata”. Le
persone che
presentano questo
fenomeno, che in
passato era
denominato
“ipertensione da
camice bianco
inversa” o
“normotensione da
camice bianco”,
devono essere
considerate a
rischio più elevato.
Il fenomeno potrebbe
essere sospettato in
soggetti giovani,
con una pressione
convenzionale
normale o
normale-alta e con
ipertrofia
ventricolare
sinistra precoce, in
individui con storia
familiare di
ipertensione in
entrambi i genitori,
in pazienti con
fattori di rischio
multipli per
patologia
cardiovascolare, in
pazienti diabetici,
in soggetti con
esagerata risposta
pressoria all’ortostatismo
e nei fumatori.
Ipertensione
resistente al
trattamento
Una PA misurata in
maniera
convenzionale,
costantemente
superiore a 140/90
mmHg nonostante il
trattamento con tre
o più farmaci
antipertensivi,
definisce
l’ipertensione
resistente. Questi
pazienti
rappresentano una
categoria con
prognosi più
sfavorevole. Il
MAP24 può indicare
che l’apparente
mancanza di risposta
sia in realtà da
attribuire a un
effetto camice
bianco.
Variazioni
circadiane della PA
(dipper/non dipper)
Un livello più alto
di PA durante il
giorno e uno più
basso durante la
notte sono di solito
osservati sia nei
soggetti normotesi
sia in quelli con
ipertensione
essenziale.
Tuttavia, in molte
condizioni
fisiopatologiche, la
variazione
circadiana della PA
è ridotta persino
nei pazienti con
ipertensione
essenziale e qualche
volta invertita con
un aumento notturno
della PA. I soggetti
che mostrano un
decremento notturno
normale (riduzione
notturna della PA >
10% del livello
diurno) sono
chiamati “dipper”,
quelli con una
riduzione notturna
ridotta “non dipper”
e quelli con un
incremento notturno
“dipper invertiti”.
Secondo il Gruppo di
Studio dell’ESH, il
valore notturno
normale della PA
ambulatoria deve
essere minore di
120/70 mmHg. Diversi
studi hanno
dimostrato un
rischio
cardiovascolare
significativamente
più alto nei non
dipper e nei dipper
invertiti.
Conclusioni
Il MAP24 è una
metodica il cui
utilizzo è in
aumento sia da parte
dello specialista
sia del MMG. La
conoscenza delle
indicazioni e delle
utilità di questo
strumento è
fondamentale per una
corretta
interpretazione dei
risultati. L’uso
razionale del MAP24
può rappresentare un
importante
contributo
nell’ottimizzazione
della gestione
diagnostica e
terapeutica dei
nostri pazienti.