A.S.L. BRINDISI

                                 P.O. FASANO

U.O. di CARDIOLOGIA

 


 


AMA IL TUO CUORE

 II° GIORNATA FASANESE DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

MODALITA' DI SVOLGIMENTO

 Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nei Paesi occidentali. In Italia 240 mila persone (di cui 110 mila circa sono uomini e 130 mila donne) muoiono ogni anno per malattie dell’apparato cardiocircolatorio. In particolare, l’infarto miocardico presenta una prevalenza maggiore nel sesso maschile, mentre le malattie cerebrovascolari colpiscono con maggiore frequenza le donne.Le malattie cardiovascolari sono principalmente conseguenza dell’aterosclerosi, che è una malattia che colpisce la parete delle arterie, causandone un restringimento (stenosi), sino, nei casi più gravi, alla loro occlusione.I meccanismi responsabili dell’aterosclerosi e delle sue complicanze sono molteplici.Più che delle cause specifiche, tuttavia, possiamo considerare che esistono una serie di fattori, detti fattori di rischio cardiovascolare, che ne favoriscono lo sviluppo e le complicanze, aumentando, quindi, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

I fattori di rischio cardiovascolare possono essere suddivisi non modificabili (su cui, cioè, non possiamo intervenire, e comprendono l’età, il sesso maschile e la familiarità per malattie cardiovascolari) ed in  modificabili (su cui si può intervenire e comprendono l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, l’aumento della pressione arteriosa, il diabete, il fumo di sigaretta, l’inattività fisica, l’aumento dei livelli ematici di trigliceridi, l’obesità.

L’eliminazione, o almeno una drastica riduzione, di questi fattori di rischio rappresenta uno dei mezzi più efficaci per ridurre il rischio di sviluppare un infarto o un ictus cerebrale e costituisce l’obiettivo principale della prevenzione delle malattie cardiovascolari; è pertanto fondamentale uno stile di vita adeguato, con un’attenta alimentazione ( che prediliga frutta, verdura e pesce), l’abolizione completa del fumo, una regolare moderata attività fisica  ed il mantenimento del peso entro limiti ottimali .

Diventa pertanto sempre più importante diffondere e sviluppare la cultura della prevenzione, unico strumento capace di ridurre nel tempo l’incidenza o, quanto meno, la gravità delle patologie cardiovascolari.

L’U.O. di Cardiologia di Fasano da circa 2 anni ha indirizzato la propria attività verso la prevenzione delle malattie cardiovascolari nei bambini e negli adulti; pertanto, dopo il successo dello scorso anno, quando piu' di 150 fasanesi si sottoposero allo screening cardiologico,  anche quest' anno l'equipe di Cardiologia del nosocomio Fasanese diretta dal Dr. Francesco Loliva, in collaborazione con il personale del laboratorio di analisi del P.O. di Fasano e delle infermiere volontarie della CRI,  si appresta ad organizzarne la seconda edizione.

L’evento si terrà domenica 15 maggio dalle  ore 8:30 alle ore 13:00, al secondo piano dell’ospedale di Fasano presso la U.O. di Cardiologia saranno  presenti il personale medico e non della Cardiologia e le infermiere  volontarie della CRI  per ricevere i cittadini, di Fasano che desidereranno essere sottoposti ad uno screening antropometrico (acquisizione di peso, altezza e  calcolo B.M.I.), cardiologico breve (anamnesi, misurazione della P.A ed E.C.G)     e laboratoristico (glicemia, colesterolo tot., col.HDL, col.LDL, Trigliceridemia,azotemiae creatininemia); pertanto, i cittadini che vorranno sottoporsi a questo screening di PREVENZIONE PRIMARIA, dovranno presentarsi a digiuno presso gli ambulatori della U.O. di Cardiologia .Con i dati ottenuti, grazie al software del PROGETTO CUORE dell'ISS, sarà calcolato il RISCHIO CARDIOVASCOLARE. Il programma consente di stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di otto fattori di rischio: sesso, età, diabete, abitudine al fumo, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, HDL-colesterolemia ed eventuale trattamento antipertensivo, nella popolazione sana di età compresa tra 35 e 69 anni.